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Tutela urgente

SOS violenza, maltrattamenti e discriminazione

Se una persona con disabilità è vittima di violenza, abbandono o discriminazione, esistono canali immediati e strumenti legali specifici. Nessuna segnalazione richiede un avvocato per essere avviata.

Cosa fare, passo per passo

  1. 1. Metti in sicurezza la persona

    Se c'è pericolo immediato chiama il 112. In caso di maltrattamenti in una struttura, chiedi l'intervento dei Carabinieri e informa i Servizi Sociali del Comune e la ASL competente per la vigilanza.

  2. 2. Documenta

    Annota date, luoghi, persone presenti; conserva referti del Pronto Soccorso, messaggi, email e testimonianze. Il referto medico è la prova più solida di lesioni o trascuratezza.

  3. 3. Denuncia o querela

    La denuncia si presenta a Polizia, Carabinieri o Procura. Per maltrattamenti (art. 572 c.p.), circonvenzione di incapace (art. 643 c.p.) e violenza si procede d'ufficio nei casi previsti dalla legge.

  4. 4. Azione civile antidiscriminazione

    La L. 67/2006 consente di rivolgersi al giudice civile contro discriminazioni dirette, indirette e molestie legate alla disabilità (lavoro, scuola, accesso a locali e servizi). Il giudice può ordinare la cessazione della condotta, il risarcimento e un piano di rimozione della barriera.

  5. 5. Chiedi supporto

    Patronati, associazioni di tutela (FISH, FAND, ANFFAS, UICI, ENS) e gli sportelli antidiscriminazione regionali offrono assistenza gratuita nella fase iniziale.

Dove chiedere aiuto

Riferimenti normativi: L. 67/2006 (tutela giudiziaria contro le discriminazioni per disabilità), art. 572 e 643 c.p., D.Lgs. 216/2003 (parità di trattamento in materia di occupazione), Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ratificata con L. 18/2009.