Fisco del Terzo settore: obblighi spiegati in modo semplice
Quando un ente deve aprire la partita IVA, quali dichiarazioni presenta, come funziona il DURC e quali regimi agevolati restano applicabili in attesa della piena efficacia fiscale del Codice del Terzo settore.
In breve
Un ente che svolge solo attività istituzionale verso i soci ha bisogno del solo codice fiscale; la partita IVA serve quando esercita attività commerciale, anche marginale.
Il DURC attesta la regolarità contributiva ed è richiesto per contributi pubblici e convenzioni: si richiede online tramite il servizio Durc On Line di INPS e INAIL.
Fonte ufficiale: Agenzia delle Entrate — Enti non commerciali e Terzo settore
Codice fiscale o partita IVA?
| Situazione | Cosa serve | Nota |
|---|---|---|
| Solo quote associative e donazioni | Codice fiscale | Le quote associative non sono corrispettivi imponibili |
| Vendita di beni o servizi verso terzi | Partita IVA | Anche occasionale se organizzata in forma di impresa |
| Corrispettivi specifici verso soci di APS | Partita IVA con regimi agevolati | Valutare l'art. 85 del Codice del Terzo settore |
| Contributi pubblici a rendicontazione | Codice fiscale, fuori campo IVA | Se non c'è rapporto sinallagmatico |
Adempimenti ricorrenti
- Dichiarazione dei redditi degli enti non commerciali (modello ENC) quando l'ente ha redditi imponibili.
- Modello 770 e certificazioni uniche se l'ente eroga compensi a lavoratori, collaboratori o professionisti.
- IRAP secondo le regole della Regione Sardegna per gli enti con dipendenti o collaboratori.
- Fatturazione elettronica per le operazioni rilevanti ai fini IVA, con le esclusioni previste per i regimi agevolati.
Un esempio concreto
Un'APS sarda organizza un corso di formazione aperto anche ai non soci con quota di partecipazione di 50 euro. L'attività è commerciale: serve la partita IVA, l'emissione del documento fiscale e la rilevazione dei ricavi nella contabilità separata rispetto all'attività istituzionale.
Se lo stesso corso è riservato ai soci ed è coerente con lo scopo statutario, i corrispettivi specifici seguono le regole degli enti associativi e possono essere decommercializzati.
Le disposizioni fiscali del Titolo X del Codice del Terzo settore diventano pienamente efficaci con l'autorizzazione dell'Unione europea: verificare sempre lo stato di attuazione prima di scegliere il regime.
Moduli e documenti ufficiali
Domande frequenti
+Le quote associative sono soggette a IVA?
+Serve il DURC per ricevere un contributo regionale?
Disclaimer — Le informazioni presenti in questa pagina sono a scopo informativo e non sostituiscono il parere di INPS, del medico curante o di un professionista qualificato. Verificare sempre le fonti ufficiali per il caso specifico.