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Bussola Europa: i tuoi diritti oltre confine

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Verificato da: Redazione BussolaDiritti

Fonti ufficiali: EUR-Lex · Ministero della Salute · Normattiva

Ultima verifica normativa:

Viaggiare, studiare o curarsi in un altro Paese dell'Unione europea con una disabilità significa muoversi tra strumenti diversi: la Carta europea della disabilità per il riconoscimento reciproco delle agevolazioni, la tessera sanitaria TEAM per le cure non programmate, il Modello S2 per quelle programmate e la Direttiva sulle cure transfrontaliere per il rimborso.

In breve

La tessera TEAM sul retro della tessera sanitaria copre le cure medicalmente necessarie durante un soggiorno temporaneo in UE, SEE, Svizzera e Regno Unito, alle stesse condizioni dei residenti.

Per un ricovero o una cura programmata all'estero serve l'autorizzazione preventiva della ASL con il Modello S2: senza autorizzazione la spesa resta a carico o è rimborsata solo in parte.

La Direttiva (UE) 2024/2841 istituisce la Carta europea della disabilità e il contrassegno europeo di parcheggio validi in tutta l'Unione, con recepimento nazionale entro giugno 2028 e applicazione dal giugno 2029.

Fonte ufficiale: EUR-Lex — Direttiva (UE) 2024/2841 sulla Carta europea della disabilità

Carta europea della disabilità: cosa cambia

In Italia la Disability Card è già attiva ed è rilasciata dall'INPS: sostituisce i verbali in formato cartaceo nei rapporti con enti e operatori convenzionati e dà accesso a agevolazioni su cultura, trasporti, sport e tempo libero.

Il quadro europeo compie ora il passo decisivo: la Direttiva (UE) 2024/2841 impone a tutti gli Stati membri di riconoscere la carta rilasciata da un altro Stato, insieme a un contrassegno di parcheggio unico. Fino all'entrata in vigore delle norme nazionali di recepimento, la carta italiana è riconosciuta nei Paesi che partecipano alla sperimentazione avviata dall'Unione.

  • La carta attesta lo status di persona con disabilità, non la percentuale di invalidità né la diagnosi.
  • Si richiede online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite patronato; è gratuita.
  • Vale per la durata del riconoscimento indicata nel verbale e riporta un QR code per la verifica.
  • Dà accesso alle convenzioni pubbliche e private aderenti: musei, parchi, trasporti, impianti sportivi.
  • Il contrassegno europeo di parcheggio previsto dalla direttiva affiancherà il CUDE già in uso in Italia.

La carta non sostituisce il verbale ai fini fiscali o previdenziali: per IVA agevolata, permessi lavorativi e prestazioni economiche continua a servire il verbale completo.

Cure non programmate: la tessera TEAM

La Tessera Europea di Assicurazione Malattia è stampata sul retro della tessera sanitaria italiana. Copre le prestazioni medicalmente necessarie durante un soggiorno temporaneo, tenuto conto della durata del viaggio e della natura della cura: dialisi, ossigenoterapia, chemioterapia programmata in loco e altre cure ricorrenti rientrano se concordate in anticipo con la struttura estera.

SituazioneStrumentoChi paga
Malore o infortunio durante un viaggio in UETessera TEAMIl sistema sanitario del Paese ospitante, alle stesse condizioni dei residenti (eventuali ticket restano a carico)
Dialisi o terapia ricorrente durante il soggiornoTessera TEAM con accordo preventivo con il centro esteroSistema sanitario ospitante
Ricovero o intervento programmato all'esteroModello S2 autorizzato dalla ASLServizio sanitario italiano tramite l'istituzione estera
Cura ambulatoriale scelta liberamente in UEDirettiva 2011/24/UE (D.Lgs. 38/2014)Paghi e chiedi il rimborso alla ASL nei limiti delle tariffe italiane

La TEAM non copre il rimpatrio sanitario né le cure in strutture private non convenzionate con il sistema pubblico del Paese ospitante: per questi casi serve un'assicurazione di viaggio.

Modello S2 e cure di altissima specializzazione

Il Modello S2 è l'autorizzazione preventiva che consente di ricevere una cura programmata in un altro Stato dell'Unione a carico del servizio sanitario italiano. Si chiede alla ASL di residenza allegando la relazione dello specialista che motiva la necessità e l'indisponibilità della prestazione in tempi utili in Italia.

Quando la prestazione non è ottenibile in Italia in forma adeguata e tempestiva, opera la disciplina delle cure di altissima specializzazione all'estero: la valutazione spetta al Centro regionale di riferimento, che autorizza e determina il concorso alla spesa, incluse in molti casi le spese di viaggio per il paziente e per un accompagnatore.

  • Presenta la domanda prima di partire: l'autorizzazione successiva è ammessa solo in casi eccezionali documentati.
  • Allega la relazione clinica dettagliata, il preventivo o il piano di cura del centro estero e la documentazione diagnostica.
  • Verifica quale sia il Centro regionale di riferimento della tua Regione: in Sardegna la competenza è individuata dall'Assessorato regionale dell'Igiene e Sanità.
  • Con il Modello S2 non anticipi la spesa sanitaria: paghi solo eventuali quote di compartecipazione previste nel Paese di cura.
  • Con la Direttiva 2011/24/UE anticipi tutto e ottieni un rimborso limitato alla tariffa italiana della stessa prestazione.

Studiare, lavorare e viaggiare in Europa

Oltre alla sanità, il diritto dell'Unione tutela la mobilità delle persone con disabilità con regole vincolanti per i vettori e con programmi di mobilità che prevedono sostegni economici aggiuntivi.

  • Trasporto aereo: il Regolamento (CE) 1107/2006 garantisce assistenza gratuita in aeroporto e a bordo, da richiedere almeno 48 ore prima della partenza.
  • Treni: il Regolamento (UE) 2021/782 disciplina assistenza, prenotazione e risarcimenti per i passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta.
  • Navi e autobus: assistenza e non discriminazione sono garantite dai Regolamenti (UE) 1177/2010 e 181/2011, particolarmente rilevanti per i collegamenti da e per la Sardegna.
  • Erasmus+: gli studenti con disabilità possono richiedere un contributo integrativo per i costi aggiuntivi legati alla mobilità.
  • Lavoro: la Direttiva 2000/78/CE vieta la discriminazione e impone al datore di lavoro l'adozione di soluzioni ragionevoli.

Se un vettore nega o esegue male l'assistenza, il reclamo va presentato prima alla compagnia e poi all'organismo nazionale competente, che in Italia è l'Autorità di regolazione dei trasporti o l'ENAC per il traffico aereo.

Come farsi curare in un altro Paese europeo

  1. 1

    Distingui il tipo di cura

    Se la cura è imprevista durante un viaggio usa la TEAM; se è programmata serve un'autorizzazione preventiva.

  2. 2

    Fatti rilasciare la relazione specialistica

    Deve indicare la diagnosi, la prestazione necessaria e la motivazione per cui non è ottenibile in Italia in tempi compatibili con lo stato di salute.

  3. 3

    Presenta la domanda alla ASL

    Chiedi il Modello S2 all'ufficio assistenza sanitaria all'estero della tua ASL, allegando relazione, documentazione clinica e dati del centro estero.

  4. 4

    Attendi la valutazione del Centro regionale

    Per le cure di altissima specializzazione la decisione spetta al Centro regionale di riferimento, che quantifica anche il concorso alle spese di viaggio.

  5. 5

    Conserva ogni documento

    Fatture, cartella clinica, biglietti e ricevute servono sia per il rimborso sia per le eventuali detrazioni fiscali delle spese sanitarie.

  6. 6

    Chiedi il rimborso al rientro se hai anticipato

    Nel percorso della Direttiva 2011/24/UE la ASL rimborsa entro il limite della tariffa italiana della prestazione corrispondente.

Moduli e documenti ufficiali

Domande frequenti

+La Disability Card italiana vale in tutta Europa?
Oggi è riconosciuta nei Paesi che partecipano alla sperimentazione europea e presso gli enti convenzionati. Con il recepimento della Direttiva (UE) 2024/2841 il riconoscimento diventerà obbligatorio in tutti gli Stati membri.
+Con la TEAM le cure all'estero sono gratuite?
Sono garantite alle stesse condizioni dei cittadini del Paese ospitante. Se in quel Paese è previsto un ticket o una quota fissa, resta a carico del paziente e non è rimborsabile in Italia.
+Posso scegliere liberamente una clinica estera?
Sì, nel percorso della Direttiva 2011/24/UE, ma anticipi la spesa e il rimborso è limitato alla tariffa italiana. Per i ricoveri è comunque prevista l'autorizzazione preventiva.
+L'accompagnatore è coperto?
Nel percorso delle cure di altissima specializzazione all'estero è previsto il concorso alle spese di viaggio anche per un accompagnatore, quando la necessità è documentata dalla relazione sanitaria.

Riferimenti normativi


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Disclaimer — Le informazioni presenti in questa pagina sono a scopo informativo e non sostituiscono il parere di INPS, del medico curante o di un professionista qualificato. Verificare sempre le fonti ufficiali per il caso specifico.